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Mostra BOTTEGA, SCUOLA, ACCADEMIA al Museo di Castelvecchio a VeronaMostra BOTTEGA, SCUOLA, ACCADEMIA. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630 in corso al Museo di Castelvecchio di Verona: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva. |
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![]() BOTTEGA, SCUOLA, ACCADEMIA. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630 - Museo di Castelvecchio, corso Castelvecchio, 2 - Verona Mostra in corso dal 17 novembre 2018 al 5 maggio 2019 In mostra, nell'elegante allestimento firmato da Alba Di Lieto con Ketty Bertolaso, 61 opere tra dipinti, disegni, strumenti musicali e documenti, parte dei quali presentati per la prima volta al pubblico. Comunicato stampa � una pittura coloratissima e comunicativa, quella che, dal 17 novembre al 5 maggio prossimo, propone �Bottega, Scuola, Accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630�, in sala Boggian al Museo di Castelvecchio, a cura di Francesca Rossi e Sergio Marinelli. �La stagione culturale autunnale veronese si arricchisce di un nuovo importante appuntamento � sottolinea l�assessore alla Cultura Francesca Briani. Arte e storia si incontrano per raccontare, attraverso le opere pittoriche esposte, un momento di particolare creativit� artistica del nostro territorio. Un�intensit� produttiva che, tra il �500 e il �600, ha portato alla realizzazione di capolavori straordinari. Un�ampia e ricca esposizione che sar� possibile ammirare grazie alle importanti collaborazioni avviate con le principali collezioni civiche cittadine�. In mostra, nell�elegante allestimento firmato da Alba Di Lieto con Ketty Bertolaso, 61 sceltissime opere, tra dipinti, disegni, strumenti musicali e documenti, parte dei quali presentati per la prima volta al pubblico. A focalizzare l�attenzione sulla scuola artistica pi� operosa e amata a Verona tra Cinque e Seicento, una stirpe di artisti cresciuti nell�alveo di una bottega famigliare, quella di Domenico e Felice Brusasorzi. Bottega che, all�incrocio stilistico tra tardo Manierismo, pittura della Realt� e Classicismo, si trasform� in una sorta di accademia corporativa capace di dare impulso a un�intensa stagione di commissioni artistiche che lasciarono un�impronta indelebile in chiese e palazzi pubblici e privati del territorio. In un contesto che vedeva attive a Verona varie figure di rilievo, come Bernardino India e Paolo Farinati, e la prossimit� al prolifico ambiente delle botteghe veneziane di Tintoretto, Tiziano, Veronese e Palma il Giovane, si distingue in citt� alla met� del �500 la bottega dei Brusasorzi. La loro fu una delle botteghe pi� operose, sia per quanto riguarda la produzione di opere pittoriche sia per la presenza al suo interno di numerosi apprendisti e discepoli, tra i quali � vengono con attenzione illustrati in mostra � Sante Creara, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti. I disegni e dipinti esposti nelle tre aree tematiche del percorso espositivo evidenziano come il periodo giovanile di questi artisti sia improntato al lessico del maestro, per reindirizzarsi in seguito grazie all�influsso di altri autori. Questo fondamentale momento della produzione artistica veronese fu bruscamente interrotto dalla peste del 1630, che port� alla morte di molti pittori e che mut� in maniera radicale la sensibilit� di coloro che sopravvissero, aprendo la strada a una stagione dell�arte. �Nella rilettura di un�Italia multicentrica � scrive Francesca Rossi, Direttore dei Musei Civici veronesi e curatrice della mostra con Sergio Marinelli � alle prese con l�ascesa e l�affermazione del Caravaggismo, del Naturalismo e della poetica degli affetti divulgata sotto il vessillo della Controriforma Cattolica dalla pittura rubensiana, l�indagine sul contesto veronese contribuisce ad avvalorare l�idea di una tradizione artistica locale che riusc� a mantenere salda la propria identit� e autonomia e a tramandarla senza cedere alle tendenze figurative dominanti che condizionavano in quel momento l�intera Europa.� E questo senza cadere in una miopia autoreferenziale, tutt�altro. I Brusasorzi e i loro allievi si mantennero perfettamente informati su quanto accadeva nei principali centri artistici italiani e dell�Europa del Nord, privilegiando comunque un�autonomia di stile, alimentando una precisa vitalit� espressiva che divenne il marchio di fabbrica non solo di Domenico e di suo figlio, verso i quali Vasari espresse il suo elogio, ma anche della schiera di artisti che monopolizzarono l�arte a Verona per oltre mezzo secolo, rivendo importanti commissioni anche da altre capitali italiane. �Felice, in modo particolare, � prosegue la curatrice � si mise alla testa del processo di affermazione di uno stile autonomo che in citt� incontr� un successo immediato e tale da far rallentare progressivamente, [�], gli arrivi di opere e maestranze da fuori per oltre mezzo secolo, sino alla tragica calamit� che segn� la fine di un mondo e il rapido oblio di un�intera generazione di pittori.� Le opere esposte provengono dalle collezioni civiche e da importanti prestiti concessi dall�Accademia Filarmonica di Verona, dalla Fondazione Cariverona, dal Banco BPM, dalla Diocesi di Verona (Basilica di Santa Anastasia), da collezionisti privati a testimonianza dell�importante e consolidata rete di collaborazione territoriale volta alla valorizzazione del patrimonio. Questa mostra prosegue la linea espositiva di approfondimento frutto di studi e ricerche che il Museo di Castelvecchio ha intrapreso nel corso degli anni e che di volta in volta propone autori e specifici periodi della storia dell�arte veronese, volgendo sempre lo sguardo anche a un contesto pi� ampio. Studi e ricerche che hanno portato alla recentissima pubblicazione del secondo volume del �Catalogo generale dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi�, monumentale opera curata da Paola Marini. Ettore Napione e Gianni Peretti. L�Accademia Filarmonica accoglier� in Sala Maffeiana la cerimonia di inaugurazione della mostra che sar� preceduta dall�esecuzione di alcuni brani di musica barocca per flauto, violino e violoncello. A conclusione della presentazione seguir� la visita alla mostra in Sala Boggian al Museo di Castelvecchio con accompagnamento musicale. Orari: da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30; lunedì dalle 13.30 alle 19.30; chiusura biglietteria ore 18.45 Biglietti: ingresso gratuito. Telefono: +39.045.8062611 Sito web: Museo di Castelvecchio |
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