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Mostra No place like home alla Galleria La Città a Verona

Mostra No place like home in corso alla Galleria La Città di Verona: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.

Mostra No place like home Verona
No place like home - Studio la Città - Lungadige Galtarossa, 21 - Verona

Mostra in corso dal 1 dicembre al 16 febbraio 2018

Comunicato stampa

Studio la Citt� inaugura sabato 1 dicembre la mostra, curata da Marco Meneguzzo: no place like home, collettiva che vede esposti i lavori di Brian Alfred, Vincenzo Castella, Igor E�kinja, Anna Galtarossa, Alberto Garutti, Daniel Gonz�lez, Tracey Snelling e Hema Upadhyay.

Il titolo (non c�� nessun posto come casa propria) pu� essere letto in un duplice senso: letterale e ironico. Casa come rifugio, guscio, luogo sicuro, luogo franco, riparato da ogni pericolo, dove smettere l�abito sociale per assumere un abito esistenziale, individuale, personale, e invece definizione ironica, per cui la casa rappresenta l�establishment convenzionale da contestare e abbattere, in nome della libert� di vivere �senza tetto n� legge�.

Gli artisti chiamati a rappresentare questo duplice aspetto, che a volte si presenta contemporaneamente nella stessa opera, indagano sull�eterno concetto dell�abitare, nella sua forma pi� evidente, la �casa�: ognuno di loro ne fornisce una versione, senza la pretesa di esaurire le possibilit� di questo soggetto, e anzi abbandonandosi pi� alla memoria e alla sensazione che all�analisi e al ragionamento. È il soggetto che suggerisce e talvolta impone questo approccio �sentimentale�, intimo anche quando stabilisce semplicemente un perimetro murario alla casa, o ne fotografa gli spazi: � tanto forte il tema, tanto pertinente alla vita di ognuno che non se ne pu� astrarre, come invece si potrebbe fare se invece che di fronte a una �casa� ci si trovasse di fronte a un �edificio�. Di fronte alla casa si scioglie la scorza di cinismo che viene richiesta all�artista di successo, e anche dietro l�ironia con cui si pu� affrontare l�argomento spunta una specie di dolcezza in cui la memoria individuale gioca un ruolo fondamentale e coinvolgente. (Marco Meneguzzo, novembre 2018 � estratto dal testo di mostra).

In mostra sono presenti alcuni piccoli collages di Brian Alfred in cui il segno � dato dal colore della carta stessa. Qui le immagini risultano volutamente molto simili a disegni digitali, realizzati al computer, ma la natura tattile della carta d� loro un�identit� pi� intima e sensoriale.

Accanto a queste opere, alcune fotografie vintage, anch�esse di piccolo formato di Vincenzo Castella, mentre campeggeranno nella sala centrale le eclettiche installazioni di Daniel Gonz�lez (La Casa del Tiempo, un�architettura effimera realizzata con oggetti di una tradizionale casa veronese nella quale il pubblico potr� fisicamente addentrarsi in una nuova dimensione materiale e temporale) e Anna Galtarossa (Petit Trianon, installazione in movimento realizzata per l�occasione dall�artista a partire da un comune carrello della spesa).

Il tema della casa, nell�idea di agglomerato urbano, talvolta soffocante e opprimente, � ben rappresentato anche dai lavori di Tracey Snelling ed Hema Upadhyay. Americana la prima, classe 1970, realizza sculture �sociologiche�, spesso integrate con riproduzioni video, in cui sono ricreate in piccola scala ambienti ed edifici provenienti dall�esperienza personale dell�artista, al limite del voyeurismo.

La seconda invece, artista indiana prematuramente scomparsa, sviluppa nei suoi Killing Site, il tema dell�immigrazione, spesso verso grandi citt�, in costante legame con il caos urbano. Le sue opere descrivono i cambiamenti che hanno preso piede nella maggior parte delle citt� metropolitane di Mumbai, un paradiso per gli immigrati in India. Oltre all�installazione Che cosa succede nella stanza quando gli uomini se ne vanno? e a due grandi opere a parete di Alberto Garutti, in cui l�artista pone l�accento sull�idea di �spazio vissuto�, inteso come luogo di solitudine in cui l�essere si misura con il mondo, � esposto per la prima volta a Studio la Citt� il lavoro di Igor E�kinja. In mostra Welcome, una delle opere pi� rappresentative di E�kinja dall�inizio della sua carriera, creata con materiale di uso comune, in questo caso cartone assemblato a strisce. Nella composizione, realizzata attraverso l�illusione prospettica, l�artista d� vita all�immagine contraddittoria di una casa con la porta aperta attraverso la quale per�, ci si scontra inevitabilmente con la parete.

Orari: da martedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì.
Biglietti: si rimanda al sito ufficiale.
Telefono: +39.045.597549
Sito web: Studio La Città

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